Piastre elettriche migliori: recensioni, prezzi, classifiche, migliore piastra e fornello elettrico portatile

Potrebbe sembrare un articolo superfluo, o forse, semplicemente, non si sono messe bene a fuoco tutte le sue potenzialità…

Che cosa è la piastra elettrica?

Le piastre elettriche si possono tranquillamente definire come dei fornelli elettrici portatili. Sostituiscono a tutti gli effetti un piano cottura

Perché usare la piastra elettrica?

Possedendo il classico piano cottura in una cucina ben attrezzata, la scelta può sembrare bizzarra o addirittura ridondante.

Tuttavia, se si ha a disposizione un terrazzo abitabile o uno spazio all’aperto, la piastra elettrica può diventare un “punto fuocomovibile e ad integrazione del normale piano cottura per scaldare o preparare delle pietanze “al momento”,  senza essere costretti, per esempio, a chiudersi in cucina e a rinunciare alla compagnia degli amici invitati ad un convivio “open air”.

In un buffet consente di mantenere calde le pietanze proposte.

Può poi assurgere a piano cottura a tutti gli effetti in una casa vacanze o in quelle situazioni “transitorie” in cui non ci siano alternative, come camping o aree parking attrezzate o, infine, in situazioni di emergenza.

Inoltre, da non sottovalutare, l’aspetto ecosostenibile. Sempre più spesso, nelle ristrutturazioni edilizie o nelle situazioni che lo consentono, si cerca l’efficientamento energetico tramite l’installazione di pompe di calore o pannelli solari che permettono di produrre ed immagazzinare l’energia necessaria al fabbisogno domestico, rinunciando così al gas, con un indiscusso impatto positivo sull’ambiente.

Cerchiamo di farci un’idea più precisa del prodotto andando ad analizzare le varie caratteristiche.

Il metodo di riscaldamento

Due sono oggigiorno i metodi che si possono usare per riscaldare una piastra elettrica:

  • tramite resistenza elettrica – posta sotto la piastra, si riscalderà trasmettendo il calore alla piastra e, da qui, alla pentola soprastante.
  • PRO: essendo una tecnologia ormai “collaudata”, non ci sono grossi investimenti tecnologici; i prodotti che ne fanno uso rientrano nella fascia più economica
  • CONTRO: il tempo necessario a raggiungere il calore ottimale è più lungo, ciò significa maggior dispendio di corrente. Prodotto valido per un uso saltuario ed occasionale, che non richieda particolari prestazioni.
  • tramite induzione – il calore è generato da delle bobine di fili di rame, alimentate da corrente alternata. Ponendo sul piano una pentola con fondo ferroso si crea un campo magnetico che fa riscaldare la base della pentola, trasmettendo il calore anche al suo contenuto.
  • PRO: è un sistema di cottura molto più veloce
  • CONTRO: essendo la tecnologia al momento più innovativa è anche più costosa, ma consente di risparmiare corrente e per questo si “ripaga” se usata con una certa frequenza

Il numero dei “punti cottura”

Le piastre elettriche possono essere

  • singole – cioè con 1 sola piastra;
  • doppie – cioè con 2 piastre

Qui la scelta è legata solo alle esigenze dell’acquirente e all’uso che intende farne.

La singola, ovviamente, può ospitare 1 sola pentola per volta, ma è altresì più maneggevole, comoda da trasportare e meno ingombrante da riporre quando non usata.

Alcuni modelli ad induzione constano di due cerchi concentrici che corrispondono a due diversi diametri di pentola utilizzabile.

Le piastre doppie, al contrario, consentono la cottura di due pietanze simultaneamente; il che vuol dire pasta + relativo condimento, un secondo con contorno eccetera.

Vale la pena soffermarsi a considerare il numero dei coperti che si stima dover servire abitualmente ed il tempo che si vuole dedicare alla preparazione di un pasto.

Certo, anche con la piastra singola si può cucinare un ottimo piatto di pasta con un sugo appetitoso: basta calcolare i tempi necessari a cuocere prima il condimento e poi la pasta in sequenza!

Prendiamo ora in considerazione pesi e misure

Fermo restando che sul mercato la varietà dei prodotti è piuttosto articolata, mediamente il diametro standard di una piastra singola può oscillare dai 15 ai 20 cm, arrivando in alcuni casi ai 22.

Generalmente, le piastre doppie sono di dimensioni differenti; una più larga da 18-20 cm circa ed una più piccola intorno ai 15 cm.

Ma si possono anche trovare piastre doppie dello stesso diametro.

Le piastre più larghe (dai 18 cm in su) sono in grado di riscaldare perfettamente pentole con una base fino a 26/ 28 cm.

Anche questa scelta è strettamente legata all’uso che si prevede fare dell’elettrodomestico, al numero di commensali, al tipo di pietanze che si intendono preparare ed al diametro delle pentole (e quindi alla loro capienza) che si possono riscaldare.

Per quanto invece riguarda le dimensioni, tanto per farsi un’idea, per la piastra singola si parla di 25/30 cm per un’altezza di 8/10 cm ed un peso di 2/3 Kg; per le doppie la larghezza raggiunge i 50 cm ed il peso può variare dai 3 agli 8 kg.

Il cavo di alimentazione ha una lunghezza, e quindi un raggio di azione dalla presa a cui è attaccato, che varia da 1 a 1,5 metri.

Se l’intenzione è quella di usare la piastra fuori dalle mura domestiche, per non correre rischi, è bene partire equipaggiati con gli adattatori per le varie prese.

La potenza

Le piastre elettriche classiche, in linea di massima, hanno una potenza che raggiunge i 1.500 watt, corrispondente ad una temperatura massima di circa 200° C.

Il tempo necessario per raggiungere la temperatura impostata è più lungo rispetto a quello impiegato da una piastra ad induzione.

Di queste, le più moderne arrivano ai 3.000 watt (con possibilità di wattaggio anche  superiore) che si traducono in 240/ 250° C di calore.

Il consumo effettivo

Pensare di attaccare l’elettrodomestico alla corrente per farlo funzionare è un’idea che sconcerta, in un paese dove la bolletta della luce è già abbastanza onerosa.

Tuttavia, bisogna anche tenere presente alcuni dettagli:

  • La potenza massima si intende per l’uso alla temperatura più alta della piastra o delle piastre contemporaneamente.
  • Spesso è sufficiente impostare una temperatura più bassa, con un calo notevole del consumo effettivo.
  • Contrariamente al fornello a gas, poi, la piastra elettrica si raffredda lentamente continuando ad erogare calore, che può benissimo essere sufficiente a portare a termine l’ottimale cottura di una pietanza.
  • La dispersione di calore si può infine limitare al massimo usando pentole di un diametro che copra completamente la superficie della piastra assorbendone tutto il calore emesso.

Rispetto al tradizionale fornello a gas, le piastre ad induzione di ultima generazione richiedono meno tempo per raggiungere la temperatura desiderata e cuociono  più velocemente, avendo, appunto, meno dispersione.

La “plancia di comando”

Le piastre classiche sono generalmente azionate da tradizionali manopole inserite nella struttura portante. Se le piastre sono due, lo saranno anche le manopole per consentire un uso assolutamente indipendente dei 2 punti cottura.

La graduazione sulle manopole consentirà di scegliere il livello di calore predefinito desiderato,  che potrà essere espresso in gradi o in intensità.

Spesso, in numero uguale alle piastre presenti, una spia luminosa segnala l’accensione dell’elettrodomestico spegnendosi al raggiungimento del calore impostato.

Le piastre ad induzione, su cui maggiormente si profonde la tecnologia, sono solitamente equipaggiate di un display touch che consente di impostare la temperatura ottimale e mantenerla costante durante tutta la cottura.

Possono avere anche il timer e talune si spengono automaticamente quando non rilevano il peso della pentola.

L’uso del display è veramente immediato e facilitato da icone esplicative.

Il range delle temperature spazia dai 30 ai 240/250° C.

Il modo di utilizzo

A parte eventuali piccole differenze fra i diversi modelli, l’utilizzo è abbastanza elementare:

  • collocare la piastra su una superficie piana adatta;
  • svolgere il cavo di alimentazione e inserirlo nella presa più vicina;
  • girare la manopola fino a selezionare la temperatura desiderata/ impostare la temperatura desiderata premendo l’apposito tasto;
  • porre il tegame correttamente sulla piastra;
  • calcolare il tempo di cottura dallo spegnimento della spia del termostato e/o impostare il timer;
  • a cottura ultimata girare la manopola fino a spegnimento/ pigiare il tasto off e staccare la spina
  • Attendere il raffreddamento della piastra prima di pulirla

Il materiale di fabbricazione

Le piastre elettriche “classiche” sono di ghisa; la scocca può essere in alluminio, di smalto per un look più vintage o in acciaio inox lucido o spazzolato.  Questi i materiali più usati.

Nei fornelli ad induzione il piano è generalmente in vetroceramica per consentire una ottimale diffusione del calore.

Come si intuisce dal nome, questo materiale riunisce le caratteristiche dei componenti di partenza: la trasparenza e la durezza del vetro con le resistenza al calore della ceramica.

Ha una buona resistenza al calore e alle sostanze corrosive, non è poroso ed è indeformabile fino a temperature molto elevate. Certamente, rispetto ad altri materiali è più fragile e teme moltissimo i graffi.

La struttura portante

La maggior parte delle piastre elettriche, sia classiche che ad induzione, hanno un design molto semplice e lineare che trova piena giustificazione nella facilità di pulizia e manutenzione.

La sagoma bassa e compatta contribuisce alla loro stabilità, insieme a dei piedini sottostanti, antiscivolo, che creano anche lo spazio necessario ad arieggiare il meccanismo e a prevenire danneggiamenti da contatto al piano sottostante.

Alcuni modelli possono essere guarniti di manopole per un più facile trasporto e spostamento.

Le piastre possono essere appoggiate su qualsiasi superficie liscia, essendo munite di una ventola di raffreddamento che impedisce il danneggiamento del piano sottostante.

In linea di massima, è sufficiente garantire ricircolo d’aria per il corretto funzionamento della ventola, distanziando sufficientemente la piastra da qualsiasi oggetto o parete.

È buona norma posizionarle a debita distanza dal piano cottura, soprattutto se in funzione.

Eventuali limitazioni saranno sicuramente indicate nel manuale d’istruzione.

La pulizia della piastra

Conformemente alla praticità insita nell’oggetto stesso, anche il design è essenziale abbastanza da garantire una agevole pulizia dell’elettrodomestico.

Per la versione classica si possono usare tutti i detergenti impiegati per un normale piano cottura con le stesse precauzioni consigliate per prevenire la rigatura dell’acciaio.

Come anticipato in precedenza, la vetroceramica risulta un pò più delicata. Molti modelli di piastre ad induzione sono forniti di un’apposita spatolina o raschietto che dir si voglia per grattare senza danni eventuali residui e macchie raggrumate.

Ad ogni buon conto, un detergente/ sgrassatore liquido con una spugna non abrasiva o un panno morbido saranno più che sufficienti. Sono da evitare le polveri e le creme più consistenti.

Va da sé che la pulizia va effettuata a piastra spenta e fredda. Per non correre rischi inutili è bene provvedere prima a staccare anche la spina.

Per non danneggiare l’apparecchio, evitare il contatto con l’acqua  delle componenti elettriche dell’elettrodomestico.

Dopo la pulitura asciugare la superficie.

Le pentole utilizzabili

Sulle piastre di ghisa si può usare qualsiasi tipo di pentola, anche in coccio ed in pyrex perché, aumentando gradualmente, il calore non le danneggia. Basta posizionarle quando la piastra è ancora fredda.

Un pò più limitata è la scelta con i fornelli ad induzione: i tegami in rame, in terracotta ed antiaderenti non si scaldano. Non essendo “ferrosi” infatti non riescono a chiudere il circuito elettromagnetico e a generare calore.

Bisogna optare per pentole e padelle con fondo liscio in materiale ferroso, capace di attivare il campo magnetico e innescare la funzione riscaldante.

Precauzione è necessaria per i fondi granulosi o ruvidi che potrebbero graffiare la superficie della piastra.

Anche l’alluminio non è adatto, in quanto non sufficientemente magnetico.

Proprio per questo e per ovviare a quello che per tantissimi italiani sarebbe stato un vero e proprio cataclisma le maggiori case produttrici hanno messo a punto una caffettiera in acciaio appositamente per piastre ad induzione.

Gli alimenti cucinabili

Una volta attivata la funzione riscaldante, le piastre, sia classiche che ad induzione, funzionano a tutti gli effetti come i tradizionali fornelli a gas: possiamo portare l’acqua ad ebollizione, stiepidire un bricco di latte, preparare sughi, verdure e contorni, piatti di carne e di pesce, frittate.

E concludere con un meritato caffè di rito!

Come con tutti gli altri elettrodomestici, è necessario “prenderci la mano”, soprattutto se si è abituati al gas, la cui riduzione o aumento ha un effetto immediato sul cibo in cottura. Con le piastre bisogna tenere presente che i tempi di adeguamento della temperatura sono un pò più lunghi e richiedono qualche attimo in più.

I prodotti migliori

Al momento in cui scriviamo i prodotti migliori come prestazioni e rapporto qualità prezzo sono

  • per le piastre in ghisa: Severin, Duronic, Tristar, Sunavo
  • per le piastre ad induzione: Severin, G3Ferrari, Ikohs, Amzchef, Noxton, Aicok, Klarstein,

La fascia dei prezzi

Le piastre in ghisa che, come abbiamo detto, sono un prodotto tradizionale e ormai collaudato rientrano quasi tutte nella fascia più economica ed il prezzo è fatto sostanzialmente dal numero delle piastre.

Si parte in media da circa venti euro una piastra singola per arrivare ai 50/60 per una doppia.

Più articolato è il discorso che riguarda i fornelli ad induzione. Certamente il numero delle piastre influenza il prezzo finale; ma in questo caso concorre anche l’uso della tecnologia e le funzioni che si riescono ad inserire pur in un oggetto  in sé molto essenziale.

Allora ci può essere:

  • il timer,
  • diversi livelli di potenza pre-impostati (che corrispondo a consumi diversi),
  • la possibilità di selezionare una temperatura precisa con termostati che vanno dai 30 ai 250° C,
  • un sistema di sicurezza anti-surriscaldamento,
  • una funzione di auto-spegnimento che riconosce se non ci sono pentole o se sono vuote

In questo secondo ampio gruppo di prodotti i prezzi spaziano dai 50 € per una buona piastra singola fino ai 150 € e oltre per una doppia, e tanta scelta fra questi due valori.

La sicurezza

Per molte persone le piastre elettriche sono un prodotto sicuro ed affidabile perché, non implicando l’utilizzo del gas, non presentano nemmeno tutti i rischi ad esso connessi.

A prescindere dall’uso che se ne intende fare, ci permettiamo consigliare di orientare la scelta verso un prodotto magari un pò più caro, ma di marca conosciuta che dia maggiori garanzie di rispetto di tutte le norme europee ed internazionali in fatto di sicurezza.

A conclusione di questa guida, che ci auguriamo risulti sufficientemente dettagliata ed esaustiva, ci preme ribadire la sua connotazione di illustrazione generale di una categoria di prodotti che, presi singolarmente, potrebbero presentare particolari o dettagli qui non riportati.

Nella definizione generica di “piastre elettriche” possono rientrare anche gli “scalda pane”, piastre dall’uso molto semplice, che quotidianamente, in poco tempo, consentono di scaldare e ridare fragranza a pane fresco o leggermente raffermo, tranci di pizza, avanzi di cibi precedentemente preparati.

Per questa categoria di articoli, come pure per bistecchiere, piccoli barbecues e piastre per sandwiches o hot dogs rimandiamo alle specifiche guide che sapranno fornire tutti i dettagli del caso.

Chiara Lonzi

Mi considero una persona pratica. Mi piace applicare le funzionalità delle nuove tecnologie alla vita di tutti i giorni

Back to top
menu
Guida Piastra Elettrica